Ottobre 12, 2025 Irene Ivoi

Risparmio di energia anche a scuola, e dalla scuola ai comportamenti a casa

Inutile negarlo.

Il risparmio e l’accortezza nel consumare energia in generale è una questione anche di educazione, che può passare dalla scuola e non solo dai buoni esempi in casa (tuttavia fondamentali).

Di sicuro genitori e adulti hanno il compito di essere esemplari, e quindi di educare con i comportamenti e non solo con le parole, visto che la coerenza tra ciò che fai e ciò che dici conta più di qualsiasi sermone ben formulato.

A scuola tuttavia possono trovare spazio percorsi capaci di attivare azioni e non solo conoscenze.

Passare cioè da un approccio cognitivo ad una dimensione sociale, emotiva e anche comportamentale. Questa necessità viene fuori anche da una ricerca Unesco del 2019 dedicata proprio all’educazione alla lotta contro il cambiamento climatico nei sistemi educativi che ha dimostrato che l’apprendimento di tipo “cognitivo” in tutti gli ordini scolastici dalla primaria all’università, è praticato più del doppio di quello di tipo “comportamentale” che a sua volta è praticato più del doppio di quello di tipo “socio-emozionale”.

ENERGIADI e i CERCATORI DI WATTORO

Da queste riflessioni nel AA. 2022-23 nasceva nel format Energiadi, in essere dal 2013 a cura di Socialice, il modulo nudge Cercatori di Wattoro, a cui ho contribuito. Energiadi in origine fu concepita con l’obiettivo di informare i ragazzi su produzione e consumo di energia elettrica coinvolgendo poi le scuole ammesse ogni anno a partecipare ad un’esperienza di produzione di energia anche sociale. Trattasi di una maratona di 52 ore, in cui la scuola resta aperta per ventiquattrore e tutti pedaleranno su postazioni bike connesse alla rete elettrica. In sostanza produrranno energia elettrica che, misurata, dà luogo a varie premialità.

Diventa così per i suoi protagonisti un’esperienza memorabile a cui, con Cercatori di Wattoro, si aggiunge una indagine, gestista dai ragazzi, sulla varietà qualitativa dei consumi e dei comportamenti a scuola e a casa. Questa, attraverso un questionario, definisce un contesto su cui si interviene in seguito, chiedendo alle famiglie di impegnarsi nell’introdurre un nuovo comportamento virtuoso. Per chi aderisce, quel comportamento viene scritto su un post-it attaccato sul frigo di casa e poi fotografato e collocato sul diario di bordo della classe, e a seguire monitorato dallo studente che vi riporterà gli stati d’animo da lui percepiti di aderenza all’azione scelta (ne sono stati individuati quattro). L’adesione è ovviamente libera.

Alla edizione primaverile del 2023 parteciparono 720 famiglie (in prevalenza lombarde con una minoranza da Lazio e Puglia) e dall’analisi del questionario Cercatori di WattORO, emerge una già ampia attenzione ai consumi di energia: il 94% del panel usa elettrodomestici a pieno carico, l’83% spegne la luce quando lascia un ambiente, l’84% spegne pc e stampanti invece di lasciarli in stand by e il 78% possiede elettrodomestici di classe A e oltre; ma c’è anche da dire che l’82% possiede un climatizzatore (che è un dato ben superiore alla media nazionale).

Più di 30 classi hanno poi utilizzato il diario di bordo, scegliendo e monitorando l’adesione effettiva in famiglia all’azione da migliorare.

Su di essi è stata registrata settimanalmente l’attenzione e la cura o la distrazione e i disturbi con cui i ragazzini per 2 mesi hanno monitorato, come sentinelle, ciò che succedeva a casa nel perseguimento dell’azione scelta. Tali stati d’animo corrispondono a dei simboli e la prevalenza di simboli positivi ha raggiunto il 90% di quelli complessivamente registrati.

E dopo?

Negli anni scolastici 2024-25 e 2025-26 i cercatori di Wattoro sono stati complessivamente 1970, e quasi il 68% provenienti da scuole primarie.

Le azioni virtuose maggiormente scelte, quindi oggetto di un obiettivo di miglioramento del comportamento sono state: spegnere le luci in casa non necessarie, ridurre l’uso dello stand by per i device elettronici e scollegare dalle prese di corrente i cavi quando non utilizzati, a seguire spegnere tv o altro quando non necessari.

Il monitoraggio delle azioni scelte è durato 8 settimane e i sentimenti di cura ed entusiasmo che hanno accompagnato il percorso sono stati all’85% postivi. Solo il 15% degli studenti attivi hanno percepito disagi o stanchezza o noia nel compilare il diario di bordo che permetteva di seguire l’andamento del progetto.

Lunga vita a Energiadi e un grande in bocca al lupo per le prossime tappe italiane dell’anno scolastico 2025-26.

Irene Ivoi

Mi sono laureata in industrial design con una tesi di economia circolare nel 1992. L’economia circolare in quel tempo non esisteva ma le ragioni per cui sarebbe dovuta esistere mi erano chiarissime. E per fortuna sono state la mia stella polare. Da sempre progetto strategie, comunicazioni, azioni, comportamenti ispirati ad un vivere più ricco di buon senso e con meno rifiuti.