Giugno 25, 2026 Irene Ivoi

Quando l’Io diventa NOI

Da quando studio, scrivo e parlo di design comportamentale grazie alla spinta gentile, una delle riflessioni che più spesso si affacciano all’orizzonte è come trasformare l’impegno individuale in un atto collettivo in grado di intercettare più persone.

Ossia come rendere contagioso un pensiero o un gesto affinché si moltiplichi in azioni plurali.

Detto così suona quasi come una battuta da miracolo evangelico.

Ma se ci pensate bene è tutt’altro che semplice far succedere qualcosa da parte di più persone che riescano così a sentirsi un collettivo, che si identifica in un’idea o in un agire di tanti.

È una sfida che incrocia tante discipline: dall’analisi sociale, al design, alla politica, e persino l’urbanistica.

E sono anche molti coloro che hanno pensato e costruito frame, ricette, e filosofie di ingaggio intorno a questo.

Vi racconto allora una piccola storia appresa di recente e che va in onda nel Regno Unito.

Il protagonista iniziale è Greg Sanderson, ex insegnante e consulente per la politica educativa, convinto che ripristinare la fiducia delle persone, affinché un’idea possa prendere forma e diventare non solo azione singola ma anche condivisa, inizi a scuola.

Le scuole quindi come paladine di valori, quali per esempio la democrazia.

Ma se ti dico “quanto è utile o nobile la democrazia” chi mi crede?

Sappiamo bene che non funziona, visto che il nostro agire raramente passa da una esortazione verbale.

La sua idea è stata “Sperimentiamo la democrazia in diretta”

Fonda così nel 2014 Smart School Councils (SSC), un ente di beneficenza che propone alle scuole aderenti (oggi più di 700 paganti) degli strumenti che, a mio avviso sono molto nudge, che facilitano da parte degli studenti l’espressione dei loro punti di vista affinché si trasformino in decisioni esecutive.

E per farlo sono partiti dal consiglio scolastico – tradizionalmente difficile da gestire e in grado di coinvolgere solo un piccolo gruppo di bambini – rendendolo più inclusivo.

Smart School Council offre alle scuole una piattaforma digitale dove trovare spunti di discussione su problemi di attualità o scolastici per svariate fasce d’età. Il software consente agli alunni di organizzare riunioni settimanali attorno a queste domande, acquisire risposte e condividere i risultati, con un minimo coinvolgimento degli insegnanti. Le riunioni di classe consentono anche ai più piccoli di partecipare e condurre le discussioni.

Gli alunni possono anche proporre idee e formare “team di azione” per migliorare la vita scolastica. Alla Halling Primary School nel Kent, i suggerimenti dei bambini prevedevano per esempio anche “panchine per amici” per aiutare i bambini soli a trovare compagni di giochi, o idee per ridipingere il parco giochi. Questi suggerimenti sono stati presentati agli educatori dal “team di comunicazione”, ossia un gruppo di alunni del quinto e del sesto anno i cui ruoli e responsabilità sono stati sviluppati anche da SSC.

Tirare fuori la voce

La convinzione di Smart School Council è che allenare i bambini fin da piccoli ad esprimere le proprie idee, discuterle, organizzarle, presentarle e costruirne con gli adulti un cammino che approda al fare sia una iniezione di fiducia.

Ma promuovere e facilitare il dibattito quotidiano è anche un esercizio di democrazia

Un modo quindi per allenarli all’uso della politica come strumento per cambiare ciò che non ti piace o ciò che ti piacerebbe fare in un altro modo.

E in tempi quali quelli che viviamo, più propensi a costruire corridoi invece che confronto, condivisione e alleanze proficue, questa piccola storia forse ci aiuta a pensare che la scuola possa essere un’incredibile palestra di futuro.

Foto da https://smartschoolcouncils.org

Irene Ivoi

Mi sono laureata in industrial design con una tesi di economia circolare nel 1992. L’economia circolare in quel tempo non esisteva ma le ragioni per cui sarebbe dovuta esistere mi erano chiarissime. E per fortuna sono state la mia stella polare. Da sempre progetto strategie, comunicazioni, azioni, comportamenti ispirati ad un vivere più ricco di buon senso e con meno rifiuti.