Marzo 7, 2026 Irene Ivoi

Quando compriamo capi da indossare, come li scegliamo?

Gli ecoforum regionali di Legambiente sono momenti di apprendimento e confronto, secondo me, tra I più fertili in Italia.

C’è sempre qualche storia nuova e qualche suggerimneto inatteso che arriva dai protagonisti dei territori.

Qualche Settimana fa c’è stato quello umbro, a Perugia, altrettanto ricco di testimonianze, e oggi ve ne racconto una che mi ha ricondotto al nudge e al design comportamentale.

VERDEinMED

Questo Progetto,  il cui sottotitolo è “Preveventing and ReDucing the tEXtiles waste mountain in the MED area”, è cofinanziato dal programma UE Interreg Euro-MED e vuole promuovere un futuro più sostenibile per il settore tessile.

Riunisce 10 partner e 17 entità associate e intende ridurre i rifiuti tessili applicando strategie per evitare sprechi sull’intera filiera e quindi incoraggiare pratiche di produzione e consumo sostenibili.

I partner italiani sono Legambiente e Confindustria Umbria e il progetto volge oramai al termine, essendo partito a gennaio 2024 e concludendosi a giugno 2026.

Le azioni in campo hanno visto da una parte le imprese a cui sono stati erogati servizi di consulenza da parte di tecnici selezionati per ridurre i propri impatti e da un’altra parte giovani studenti di scuole superiori, università e accademia di belle arti.

Questo pubblico è stato protagonista dei Living Lab: momenti di formazione e informazione, accompagnati da Arpa e corredati di visite in aziende del territorio, per poi progettare creazioni coerenti.

 Tra le azioni realizzate in seno al Living Lab, mi ha fatto riflettere l’indagine su percezioni e comportamenti delle persone intorno ai propri vestiti.

Cosa un armadio racconta tra narrazioni e verità

Questo è un focus a mio avviso ricco di sostanza visto che la distanza tra ciò che dichiariamo e ciò che facciamo resta sempre elevata e visto anche che la prevenzione è un passaggio su cui insistere. Ce lo ha ricordato anche di recente G. Maddalena, direttore di Safe-Hub, in un articolo che fa luce sugli impatti modesti di recupero e riciclo e sull’importanza di fare prevenzione e puntare su re-design, durabilità e riparabilità del prodotto.

Cosa dicono gli intervistati di VERDEinMED

Elisa Scocchera e Andrea Minutolo dell’Ufficio scientifico nazionale di Legambiente mi dicono che su 396 persone ascoltate, di cui ben più della metà italiane, l’attenzione ai criteri ambientali quando si compra è davvero scarsa. Cioè non è entrato ancora nel nostro mindset la necessità di chiederci dove e come è stato realizzato ciò che andremo a comprare e indossare.

Ma quando poi si indaga la (percezione della) responsabilità di tanto “non sapere”, le risposte la attribuiscono prioritariamente alle informazioni mancanti: etichette limitate, scarsa trasparenza, ecc.

Noi, che della comunicazione informativa capace di orientare le azioni siamo apostoli e evangelizzatori da decenni, sappiamo bene che informare non è spesso sufficiente. Ma di sicuro aiuta e, proprio per abbattere ogni alibi possibile, crediamo nel valore di progetti come VERDEinMED perché puntano su una diffusione di conoscenze che dovrebbero aiutarci a compiere i Migliori acquisti possibili.

Per cui Stay Tuned 📌📌 perchè a maggio si va tutti a Perugia 🏃‍➡️ 🏃‍➡️ per ascoltare per ascoltare in un ultimo meeting del partenariato gli esiti e le future azioni.

Irene Ivoi

Mi sono laureata in industrial design con una tesi di economia circolare nel 1992. L’economia circolare in quel tempo non esisteva ma le ragioni per cui sarebbe dovuta esistere mi erano chiarissime. E per fortuna sono state la mia stella polare. Da sempre progetto strategie, comunicazioni, azioni, comportamenti ispirati ad un vivere più ricco di buon senso e con meno rifiuti.