Gli ecoforum regionali di Legambiente sono momenti di apprendimento e confronto, secondo me, tra I più fertili in Italia.
C’è sempre qualche storia nuova e qualche suggerimneto inatteso che arriva dai protagonisti dei territori.
Qualche Settimana fa c’è stato quello umbro, a Perugia, altrettanto ricco di testimonianze, e oggi ve ne racconto una che mi ha ricondotto al nudge e al design comportamentale.
Questo Progetto, il cui sottotitolo è “Preveventing and ReDucing the tEXtiles waste mountain in the MED area”, è cofinanziato dal programma UE Interreg Euro-MED e vuole promuovere un futuro più sostenibile per il settore tessile.
Riunisce 10 partner e 17 entità associate e intende ridurre i rifiuti tessili applicando strategie per evitare sprechi sull’intera filiera e quindi incoraggiare pratiche di produzione e consumo sostenibili.
I partner italiani sono Legambiente e Confindustria Umbria e il progetto volge oramai al termine, essendo partito a gennaio 2024 e concludendosi a giugno 2026.
Le azioni in campo hanno visto da una parte le imprese a cui sono stati erogati servizi di consulenza da parte di tecnici selezionati per ridurre i propri impatti e da un’altra parte giovani studenti di scuole superiori, università e accademia di belle arti.
Questo pubblico è stato protagonista dei Living Lab: momenti di formazione e informazione, accompagnati da Arpa e corredati di visite in aziende del territorio, per poi progettare creazioni coerenti.
Tra le azioni realizzate in seno al Living Lab, mi ha fatto riflettere l’indagine su percezioni e comportamenti delle persone intorno ai propri vestiti.
Cosa un armadio racconta tra narrazioni e verità
Questo è un focus a mio avviso ricco di sostanza visto che la distanza tra ciò che dichiariamo e ciò che facciamo resta sempre elevata e visto anche che la prevenzione è un passaggio su cui insistere. Ce lo ha ricordato anche di recente G. Maddalena, direttore di Safe-Hub, in un articolo che fa luce sugli impatti modesti di recupero e riciclo e sull’importanza di fare prevenzione e puntare su re-design, durabilità e riparabilità del prodotto.
Cosa dicono gli intervistati di VERDEinMED
Elisa Scocchera e Andrea Minutolo dell’Ufficio scientifico nazionale di Legambiente mi dicono che su 396 persone ascoltate, di cui ben più della metà italiane, l’attenzione ai criteri ambientali quando si compra è davvero scarsa. Cioè non è entrato ancora nel nostro mindset la necessità di chiederci dove e come è stato realizzato ciò che andremo a comprare e indossare.
Ma quando poi si indaga la (percezione della) responsabilità di tanto “non sapere”, le risposte la attribuiscono prioritariamente alle informazioni mancanti: etichette limitate, scarsa trasparenza, ecc.
Noi, che della comunicazione informativa capace di orientare le azioni siamo apostoli e evangelizzatori da decenni, sappiamo bene che informare non è spesso sufficiente. Ma di sicuro aiuta e, proprio per abbattere ogni alibi possibile, crediamo nel valore di progetti come VERDEinMED perché puntano su una diffusione di conoscenze che dovrebbero aiutarci a compiere i Migliori acquisti possibili.
Per cui Stay Tuned 📌📌 perchè a maggio si va tutti a Perugia 🏃➡️ 🏃➡️ per ascoltare per ascoltare in un ultimo meeting del partenariato gli esiti e le future azioni.