Premessa
Nel Regno Unito ogni anno 3,6 miliardi di unità di pannolini finiscono nella spazzatura generica, sono pari all’8% dei loro rifiuti residui.
Gli asili contribuiscono in modo sostanziale: con il 64% dei bambini tra 0 e 4 anni in strutture di assistenza formale e che sempre più tardi abbandonano il pannolino.
Pare che a 4 anni in UK, un bambino su quattro ancora lo usi.
Da qui nasce la domanda sul come introdurre i lavabili negli asili
È questo il proposito che il gestore rifiuti North London Waste Authority (NLWA) si è posto e ha posto ai ricercatori dell’University College London (UCL), dove lavora Federica Stablum (Plastic Waste Innovation Hub).
Rispondere a questa domanda ha generato la necessità di identificare le principali barriere per rendere il cambiamento più accettabile.
E quel cambiamento è guidato dalla volontà di ridurre i rifiuti, visto che questa frazione specifica è attualmente non ancora riciclabile. E stiamo parlando di circa 1000 pannolini che vengono gettati ogni anno da ciascun bambino durante la sua permanenza in un asilo.
Il team incaricato ha operato esaminando dieci pubblicazioni scientifiche sul tema e poi con un sondaggio, grazie al sistema System Effect, progettato per acquisire problemi comportamentali complessi identificando come le barriere, le cause sottostanti e i potenziali fattori abilitanti interagiscono all’interno di un sistema più ampio.
Il sondaggio online a risposta aperta ha consentito di raccogliere contributi che hanno permesso di ottenere narrazioni esplicative o “storie” che aiutano a interpretare i collegamenti tracciati e forniscono informazioni aggiuntive oltre le relazioni mappate.
Le domande progettate da UCL e NLWA sono state inviate da NLWA ai partecipanti reclutati tramite invito. Chi ha risposto è stato inserito in una sorta di lotteria che avrebbe poi a estrazione assegnato 200 sterline da spendere per il proprio asilo, al completamento dello studio.
41 persone hanno risposto e il campione è stato ritenuto analiticamente sufficiente.
Dopo l’analisi qualitativa delle risposte, i ricercatori hanno utilizzato la piattaforma System Effects per calcolare le connessioni ponderate tra i fattori. La ponderazione corrisponde al numero di volte in cui una data connessione è stata segnalata dai rispondenti.
I temi risultanti sono stati poi categorizzati usando il modello COM-B, scelto per guidare lo sviluppo e la presentazione delle mappe di sistemi comportamentali in questo progetto.
Il COM-B colloca le evidenze riscontate in categorie quali
- Capacità fisica: Le capacità sensoriali e fisiche di una persona necessarie per un comportamento o che lo facilitano.
- Capacità psicologica: La comprensione sociale, emotiva e intellettuale di una persona, nonché le capacità di ragionamento e autoregolazione necessarie o che lo facilitano
- Opportunità fisica: Caratteristiche dell’ambiente fisico (piuttosto che sociale) di una persona necessarie per un comportamento o che lo facilitano.
- Opportunità sociale: Caratteristiche dell’ambiente sociale di una persona necessarie per un comportamento o che lo facilitano.
- Motivazione riflessiva: Motivazione ad attuare un comportamento che coinvolge giudizi, intenzioni o pianificazioni
- Motivazione automatica: Motivazione che coinvolge desideri e bisogni, impulsi e impulsi opposti.
- Comportamento: Azioni fisiche controllate dal cervello.
Quali barriere sono emerse
Le 5 barriere più importanti sono state:
- Preoccupazioni del personale in materia di igiene e salute
- Lavoro derivante dall’aumento di manualità
- Maggiore tempo richiesto per la cura
- Mancanza di strutture per il lavaggio interne (o insufficienti)
- Mancanza di formazione e conoscenza del personale su come usare i riutilizzabili

Il che ci dice che i vincoli pratici sembrano i più significativi a cui si aggiunge l’importanza di coinvolgere i genitori affinché siano alleati. Il che è emerso soprattutto dall’analisi degli studi considerati: ossia l’accettazione da parte degli asili e il parere favorevole dei genitori, che in alcuni casi possono anche fornirli direttamente, ha delle ricadute rilevanti sul successo dell’iniziativa.
Questo non sorprende visto che un cambiamento di questa portata non può ignorare la cooperazione dei genitori, senza cui il successo dell’iniziativa ne viene scalfito.
I prossimi passi
Usare pannolini riutilizzabili significa produrre meno rifiuti, come già detto all’inizio.
Questo resta un obiettivo rilevante per il gestore rifiuti che sperimenterà su un numero di asili da definire dei pilota prestando attenzione sicuramente a delle raccomandazioni chiave, quali:
- Dimostrazioni pratiche che aiutino genitori e personale a non temere i potenziali sovraccarichi di lavoro,
- Linee guida chiare che riducano le incertezze ad accogliere il riutilizzabile,
- Connessione strategica per questo obiettivo alla Strategia di Sostenibilità e Cambiamento Climatico del Dipartimento dell’Istruzione (DfE). Gli Standard di Gestione dell’Edilizia Scolastica del DfE prevedono infatti che ora tutte le strutture educative, inclusi gli asili, nominino un responsabile della sostenibilità e abbiano un piano d’azione per il clima. Quest’ultimo è sostenuto da fondi disponibili fino a settembre 2027 pari a 3,9 milioni di sterline.
- E prossimamente anche esplorare partnership con chi effettua lavaggi esterni visto che internamente le difficoltà di gestione sono innegabili.
Questo primo studio rappresenta il passo iniziale per capire come procedere.
La mappa dei sistemi comportamentali fornisce una base per la ricerca futura e la progettazione degli interventi che verranno.
Di sicuro gli sforzi da compiere richiederanno più attori che dovranno coordinarsi tra loro e tra gli obiettivi su cui riflettere vi è anche la necessità di spingere uno abbandono dal pannolino prima dei 4 anni.
Quando mi occupavo di questa frontiera della prevenzione rifiuti, ricordo benissimo che una delle carte vincenti per chi li proponeva era proprio il fatto che il lavabile crea un disagio, in termini di umidità sulla pelle, che favorisce da parte del bambino la voglia di abbandonare il pannolino e imparare così quanto prima a farne a meno per sempre.