Uno degli ingredienti che piacciono ai fan del nudge è la capacità/possibilità di rendere visibile l’invisibile.
E se ci pensate bene, ogni volta che riusciamo a rendere evidente e quindi apprezzabile con occhi, naso o altri sensi un qualcosa, quel qualcosa si incolla alla nostra memoria.
Diventa più memorabile e smuove probabilmente in noi una propensione ad agire.
La probabilità cioè di agire, intervenire, modificare o correggere un comportamento cresce.
E allora ci siamo.
Il nudge serve a questo ed è per questo che piace ai suoi follower.
Nel mio libro, La cerniera, tra le storie raccontate nel primo capitolo ce n’è una che descrive le vicende dei carradores brasiliani resi visibili da un artista e la cui vita, pian piano nel tempo cambiò in meglio grazie all’impegno e alla capacità di quell’artista di renderli visibili.
Oggi mi piace ricordare un altro artista, JR di cui ho scritto nel 2023 in questo blog, che con il suo linguaggio contemporaneo e graffiante si cimenta spesso con questa sua straordinaria abilità nel rendere visibile l’invisibile.
Prossimamente va in scena una sua installazione a Parigi che si chiama “Alive-Rendons visibles les invisibles” (13 e 14 settembre). Consiste nel mostrare 1.330 volti di familiari di vittime sulla strada che tappezzeranno il Ponte d’Iéna. Il tutto per iniziativa dell’associazione Antoine Alléno, nata grazie all’impegno di Yannick Alléno, noto chef e il cui figlio a 24 anni è morto nel 2022 per un incidente stradale.
JR non mostra le immagini delle vittime, JR mostra quelle dei familiari, il che è più sottile e a mio avviso più efficace visto che l’eredità dolorosa di una perdita tragica come quella di chi muore sulle strade ricade e pesa su chi resta. Ed è proprio chi resta che ha facoltà di intervenire, agire, battersi perché qualcosa succeda e queste morti si riducano.
Il ruolo degli altri, invece che degli autori diretti, è spesso richiamato nelle campagne di comunicazione che fanno appello alla responsabilità comportamentale sulle strade.
Il problema della sicurezza stradale è gravemente noto nonostante esista da quasi dieci anni il reato di omicidio stradale (la Francia lo ha introdotto da luglio 2025).
Questo è un campo fertile di sperimentazione di nudge e il rendere visibili alcuni warning per accrescere consapevolezza è uno strumento prezioso.
A Rotterdam nel 2024 l’agenzia ANDC ha progettato una campagna di comunicazione che ha visto le mamme scendere in strada.
E le mamme sono spesso invisibili ma non per questo meno importanti.
L’iniziativa rientrava in un piano d’azione del Rotterdam Traffic Management Approach che prevedeva circa 25 azioni distinte in: maggiori controlli, adeguamenti del tracciato (ad esempio chiusura delle strade) ma anche una campagna comportamentale.
Si chiama “Madri della città” è nata da una ricerca di Dijksterhuis & van Baaren che ha individuato il target dei giovani, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, come il più critico poiché poco consapevole dei rischi e poco preoccupato per gli altri. Ciò che ascoltano è la loro cosiddetta “cerchia ristretta” tra cui la loro madre. Per questo motivo la campagna, ideata insieme agli esperti comportamentali di Fama Volat, ha deciso di rendere protagoniste le madri.
La campagna era composta da due azioni: grandi ritratti di mamme dall’aria autoritaria su grandi manifesti in luoghi della città dove si riscontrano fastidi e una campagna di strada in cui le madri parlavano con chi frequenta il Meent, la strada teatro di comportamenti irrispettosi, e lo pattugliavano. Si sono comportate come una sorta di “forza dell’ordine” ma solo dispensando consigli e dialogando in logica nudge.
