Settembre 26, 2026 Irene Ivoi

Il quartiere che vuole essere circolare

Venerdì 25 settembre sono stata in San Lorenzo a Firenze, ospite dell’associazione Insieme per San Lorenzo, il cui lavoro infaticabile per i residenti rimasti in quel quartiere è per me encomiabile. Lo conosco da sempre perché, quando mi trasferii a Firenze, abitai  proprio lì per più anni. Lo sentivo e lo sento come un pezzo di me, e mi ci muovevo come se fossi a casa. Ovviamente era diverso in quel tempo ma questo ça va sans dire.

Tutto cambia sempre e inesorabilmente. Talvolta in meglio, talvolta in peggio.

Oggi l’obiettivo dell’associazione è creare delle condizioni di vivibilità migliori per residenti e turisti a partire dal decoro per poi approdare anche a delle pratiche circolari.

Perché farlo?

Di recente un progetto Horizon da circa 3 milioni di euro, Wiser, di cui l’ateneo senese è stato partner scientifico, ha presentato a Siena alcuni esiti. Il principale è che le politiche che migliorano la qualità della vita collettiva possono rendere le persone più felici, le loro vite meno costose e, allo stesso tempo, migliorare l’ambiente.

Sembra una banalità ma se a dirlo sono i numeri e le analisi condotte per tre anni, forse possiamo anche crederci. Wiser inoltre insiste sulla necessità di superare la lettura del progresso attraverso facili ma fuorvianti numeri, quali il Pil, proponendo un nuovo indicatore: Strong environmental sustainability index (Sesi), che misura la sostenibilità ambientale assoluta attraverso 21 parametri.

E magari risparmiare anche denaro, oltre che risorse

Un ambiente più decoroso, pulito, e capace di costruire relazioni circolari tra persone può, oltre che migliorare l’impatto ambientale, anche ridurre i costi.

Basti pensare alla presenza di alberi in grado di mitigare le isole di calore e forse farci usare meno aria condizionata o accrescere il valore commerciale di un immobile oppure le azioni virtuose di scambio di beni che generano risparmi e piccole economie.

Un quartiere può essere un terreno di gioco per esercitare circolarità

E per farlo al meglio può partire dalla cura del proprio intorno e di tutte le attività che possono generare inefficienze, dispersioni e sporcizia gratuita ed evitabile.

Tra queste San Lorenzo si caratterizza perché sulla piazza del mercato Centrale, notissimo anche ai turisti, si affacciano trattorie e ristoranti toscani ed etnici con tavolini sempre pieni e cucine spesso zeppe di manovalanze straniere, poco avvezze alla raccolta differenziata non per indolenza ma semplicemente per mancanza di conoscenze.

Un’osservazione visiva nell’estate 2025 ci ha confermato questi comportamenti maldestri nel conferire i rifiuti che generano errori e conseguente scarso decoro.

E tra le ipotetiche soluzioni da mettere in campo, ci dicemmo che forse era arrivato il momento di costruire una squadra di badanti.

I Badanti della raccolta differenziata

L’operazione odora molto di nudge perché se non si riesce ad ottenere un agire rispondente a criteri e indicazioni enunciati su volantini e avvisi, allora proviamo ad entrare in cucina.

E seguire passo per passo ciò che fanno gli operatori, correggere i loro gesti usando la loro lingua, e mostrando come fare senza usare slide o parole complesse.

Il che mi fa venire in mente ciò che Fidel Castro fece a Cuba per contrastare l’analfabetismo che negli anni 50 era del 24%. Invece di obbligare i contadini ad andare a scuola, chiuse le scuole e coinvolse decine di migliaia di studenti affinchè andassero nei campi, aiutassero i contadini e coltivare e la sera insegnassero loro a leggere e scrivere.

Ebbe ragione lui: obbligare i contadini ad andare a scuola sarebbe stato un buco nell’acqua, avrebbe generato rivolte e insuccesso. Invece l’analfabetismo nel giro di un anno scese al 4% e questa storia mi serve sempre per ricordare che ci sono delle situazioni in cui è meglio andare verso…. invece che sperare o obbligare il contrario.

E poi?

La presenza di un mercato rionale, ma di peso cittadino quale quello lì presente, suggerisce anche altre idee circolari utili da esplorare.

In cima alla mia lista dei desideri ci sono le stoviglie riutilizzabili, invece che monouso, che gli esercenti del mercato potrebbero proporre a chiunque beva e mangi lì oppure acquisti cibo da consumare a casa propria (da febbraio 2028 sarà obbligatorio per gli esercenti dare la possibilità di comprare cibo da asporto in contenitori propri).

Basterebbe munirsi di lavastoviglie comuni o individuali, mettere in piedi un sistema cauzionato per evitare la dispersione e se qualcuno vuole portarsele via come souvenir…perché no. Di sicuro i rifiuti si ridurrebbero e quei contenitori, in un circuito così ristretto, farebbero tanti giri.

La lavagna della circolarità

Una recente suggestione mi arriva dagli amici di  Green Nudges che ci raccontano della lavagna condominiale che favorisce gli scambi tra inquilini di oggetti poco adoperati (la stufa da campeggio, il set della fonduta, ecc). trattasi di una sperimentazione a Brema che coinvolge 10 condomini e consiste nel posizionare nell’atrio una lavagna formato A2 che in corrispondenza di tanti disegnini di oggetti chiede a chi vuole di candidare per prestito qualcosa o chiedere in prestito qualcosa.

Da ciò si innescano gli scambi.

Perché è un nudge?

Perché nessuno deve scaricare app, tutti i passaggi sono facili, privi di attriti e possibili grazie alla lavagna munita di penna che permette di mostrare disponibilità silenziosa ma concreta a far circolare materia a km0. Queste caratteristiche rassicurano chi presta perché non ci sono incognite su chi ne beneficia, nessuno deve faticare per ingaggiare gli altri o rintracciare ciò che gli serve e la semplice disponibilità in evidenza facilita gli scambi. Diversamente è ben più difficile che uno  vada dal vicino a chiedere un trapano o una tenda da campeggio. Ma se sai che ce l’ha e mette a disposizione. È FATTA !! 🎯 🎯🎯 🎯

 

Irene Ivoi

Mi sono laureata in industrial design con una tesi di economia circolare nel 1992. L’economia circolare in quel tempo non esisteva ma le ragioni per cui sarebbe dovuta esistere mi erano chiarissime. E per fortuna sono state la mia stella polare. Da sempre progetto strategie, comunicazioni, azioni, comportamenti ispirati ad un vivere più ricco di buon senso e con meno rifiuti.