Luglio 22, 2021 Irene Ivoi

Un’ora insieme (non di più) su acquisti green e Dematerializzazione: si può fare anche con il nudge?

Diversi mesi fa Roberto Cavallo, amico di vecchia data, mi chiede disponibilità ad animare e moderare un incontro tra online e offline che si chiama” Dal GPP alla dematerializzazione: quanto conta la spinta gentile”. Il tema mi sembrò alquanto originale, la data ancor più esotica. Ma da Roberto mi aspetto sempre sollecitazioni croccanti

E adesso ci siamo.

Mercoledì 28 luglio alle 18.00 siamo effettivamente online (canale youtube di circonomia.it) e offline a parlarne con Laura Maset di aBetterPlace, Benedetta Brighenti di GoRent, Luciano Canova dell’Università Cattolica Sacro Cuore Milano e Carlo Pertusati, Associazione Italiana dei Docenti di Ecumenismo.

Il tema è tutt’altro che banale visto che le due aree da esplorare vengono considerate strategiche per attuare l’economia circolare, che è a sua volta una parte della transizione ecologica. Stiamo quindi parlando di due parole che significano un mondo di azioni.

E uscendo dall’universo immenso della transizione ecologica, ma restando nel più piccolo (si fa per dire) perimetro dell’economia circolare noi sappiamo bene che gli acquisti verdi (GPP) sono un anello fondamentale. Non realizzarli significa non chiudere il cerchio, non realizzarli significa arrendersi alle difficoltà di un’analisi e conseguente capacità di acquisto che la pubblica amministrazione deve invece esprimere nella direzione giusta. Anche perché non si può predicar bene…e razzolare male.

Per una PA moderna la sfida del GPP è inappellabile. Eppure difficoltà tecniche presenti nei documenti ministeriali, prassi aggirabili, assenza di sanzioni e controlli, ecc rendono questo strumento una matita ancora un po’ spuntata.

In cosa il nudge potrebbe dare un aiuto? E quindi suggerire miglioramenti?

L’altro tema è quello dei consumi di materia già esistente, che quindi non richiede introduzione di nuova materia, in grado di generare ricchezza. I modi sono diversi: condivisione, noleggio, manutenzione, vendita di usato, scambio/baratto. Tutte forme apparentemente povere e tipiche di culture contadine che oggi conoscono un grande rinascimento. Ad esso si aggiunge il consumo di prodotti / servizi immateriali, quindi digitali che sostituiscono beni fisici.

È una rivoluzione iniziata non da poco ma che galoppa e richiede cambiamenti di approccio e di azione.

Esulando dal misurarne la qualità ambientale (perché troppe valutazioni di ciclo di vita sarebbero necessarie), quanto e se la spinta gentile può abilitare questi cambiamenti….?

Ecco il terreno di gioco.

Se volete partecipare collegatevi il 28 alle 18,00. Staremo insieme un’ora. Non di più.

Irene Ivoi

Mi sono laureata in industrial design con una tesi di economia circolare nel 1992. L’economia circolare in quel tempo non esisteva ma le ragioni per cui avrebbe dovuto esistere mi erano chiarissime. E per fortuna sono state la mia stella polare. Da sempre progetto strategie, comunicazioni, azioni, comportamenti ispirati ad un vivere più ricco di buon senso e con meno rifiuti.