Novembre 13, 2023 Irene Ivoi

Riconnettere risorse idriche e persone

Credo da sempre nel ruolo di guida da parte di coloro che gestiscono i beni di pubblica utilità, a favore di un uso civile e rispettoso delle risorse pubbliche.

Questo è anche il ruolo della politica che mai dovrebbe abiurare da questo compito.

Perché per fare in modo che le persone facciano il meglio che possono, la politica e le sue emanazioni hanno il dovere di metterci nelle condizioni migliori per esercitare tale compito.

Partendo da questo postulato, mi è capitato in passato di incrociare il tema dell’acqua, osservando con sconcerto il cattivo rapporto che noi italiani abbiamo  con il rubinetto al punto di esser diventati tra i principali consumatori al mondo di acque minerali procapite.

È vero che le nostre sono le più buone del mondo ma è anche vero che verso questo consumo abbiamo un comportamento poco sensato.

Fu così che inventai a Firenze nel Quartiere 4 il progetto Acquartiere che contribuì a spostare un terzo di quei cittadini dalla minerale al rubinetto.

Un po’ di anni fa ho scoperto che quello era un nudge. Cioè una costruzione di scelte plurali accattivanti e non sacrificali in grado di generare nuovi comportamenti di riavvicinamento al rubinetto.

E scopro anche che utilizzando il nudge, la città di Cape Town nel 2018 si salvò dal collasso idrico e dalla chiusura totale dei rubinetti, visti i fallimenti delle politiche fino a quel momento messe in campo.

Veniamo ad oggi

Pochi giorni fa sono stata in Ecomondo ospite di Acquedotto Pugliese a ripercorrere alcune di queste tappe in un breve intervento di opinione.

foto: con Mr King – Antonio Minelli – regista e attore della piece teatrale “Happy Steamdead, Mr. King” presso lo stand di Aquedotto Pugliese in Ecomondo 2023

È stata un’occasione per riflettere ancora su quanto i nostri comportamenti potrebbero migliorare sia nell’avvicinarci con fiducia al rubinetto (evitando di disperdere denaro e produrre rifiuti nell’acquisto dell’imbottigliata) e sia nel ridurre le distrazioni e risparmiare acqua. È vero che questi consumi  nelle nostre case sono risibili rispetto a quelli dell’industria, dell’agricoltura e delle dispersioni della rete idrica ma un maggior rispetto per questa risorsa oggi è doveroso. Ce lo chiedono la gravità sui cambiamenti climatici in corso e i Piani anche comunali per il clima.

Ma comportamenti accorti si producono anche se crescono le consapevolezze

Noi invece manco sappiamo quante cose si facciano con un metro cubo di acqua, o quanti litri si consumano usando una lavastoviglie o facendo una doccia o quanto i nostri consumi siano allineati (o no) a quelli di altre utenze simili alla nostra.

Provate a chiedere anche solo ad amici e conoscenti cosa ne sanno…

Ci mancano le unità di misura

In tal senso apprenderle servirebbe a riconnettere gestori e utenti innescando quel parola che passa parola e poi ancor parola fino a diventare azione. Chi opera in un ente gestore, a partire dai letturisti di contatori (che stanno scomparendo con i contatori intelligenti), può arricchire ECCOME la mappa mentale di noi utenti a cui mancano le unità di misura. Può, coerente con il proprio ruolo, diventare un vero agente diffuso di sostenibilità.

 

Cover: foto da Mostra “Sotto il segno dei pesci” di Caterina Crepax

Irene Ivoi

Mi sono laureata in industrial design con una tesi di economia circolare nel 1992. L’economia circolare in quel tempo non esisteva ma le ragioni per cui avrebbe dovuto esistere mi erano chiarissime. E per fortuna sono state la mia stella polare. Da sempre progetto strategie, comunicazioni, azioni, comportamenti ispirati ad un vivere più ricco di buon senso e con meno rifiuti.