Ottobre 23, 2021 Irene Ivoi

Comportamenti infelici presso i cestini gettarifiuti. e allora usiamo un po’ di nudge

Torno oggi scrivere di raccolta rifiuti, come vi ho promesso meno di 15 giorni fa.

E lo faccio alla soglia di Ecomondo 2021 raccontandovi un’esperienza non (ancora!!) realizzata bensì progettata da Leonardo Salzedo, studente IUAV del corso di perfezionamento in Prodotti sostenibili e circular design, AA 2020-21.

A febbraio ho infatti illustrato loro le teorie anche applicative del nudge tentando di progettare poi, su dei temi specifici ,delle spinte gentili.

Il tema scelto da Leonardo Salzedo è stato come migliorare i comportamenti di conferimento dei rifiuti presso cestini stradali oggetto di degrado e cattive abitudini specie laddove i cassonetti sono stati eliminati.

E Non è infrequente infatti leggere sui media locali denunce e allarmi sui comportamenti infelici di chi lascia sacchetti o altro in prossimità proprio di questi cestini.

Divieti visivi o multe non bastano (sempre) a elidere l’effetto indesiderato e inoltre quanto più si accumulano rifiuti e sporcizie tanto più il FATTO aumenta.

Salzedo allora si è interrogato sulla cosiddetta vergogna di prossimità e cioè l’utente tende a considerarsi non colpevole se abbandona il suo sacchetto molto vicino al cestino. La percezione di inquinamento sembra essere direttamente proporzionale alla distanza dal cestino gettarifiuti.

Per cui più distante dovrà lasciare il sacchetto dal cestino, e più avvertirà imbarazzo perché i cestini hanno una comfort zone (che non genera vergogna) che è quella ad essi più prossima.

Tanto più da essi ci si allontana tanto più diventa difficile il comportamento infelice.

Il perimetro dell’area di comfort si allarga quindi proporzionalmente alla quantità di immondizia in prossimità del cestino stesso per cui i sacchetti lasciati precedentemente da altri diventano un’estensione fisica del cestino stesso.

Questo accade anche in verticale (seppur più acrobatico) e non solo in orizzontale (più semplice).

E allora Salzedo inventa una modifica del design del cestino immaginando una gonna tronco-conica che ne allarga la comfort zone rendendo più difficile l’abbandono senza vergogna e un termometro in verticale dotato di messaggi colorati come il semaforo (verde, giallo rosso) per dirci entro quale altezza sei o no virtuoso o puoi fare meglio.

 

 

 

 

Io ho trovato queste due idee molto nuove rispetto al design dei cestini getta-rifiuti che conosciamo, il che mi conferma che anche un oggetto così consolidato e antico come il cestino urbano può essere ripensato con logiche nudge. E quindi aggiungendo riflessioni sulla componente emotiva dei nostri gesti senza nulla togliere agli aspetti tecnici che devono essere considerati e rispettati nella realizzazione di qualsiasi manufatto.

E allora cosa aggiungere se non arrivederci a Ecomondo e buon lavoro a tutti quelli che avranno voglia di usare in futuro un po’ di nudge 🎯

Irene Ivoi

Mi sono laureata in industrial design con una tesi di economia circolare nel 1992. L’economia circolare in quel tempo non esisteva ma le ragioni per cui avrebbe dovuto esistere mi erano chiarissime. E per fortuna sono state la mia stella polare. Da sempre progetto strategie, comunicazioni, azioni, comportamenti ispirati ad un vivere più ricco di buon senso e con meno rifiuti.